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CRISTIANO LUCARELLI "PROFESSORE" A CAMBRIDGE |
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Cambridge, 25/2/2013 Sala piena di studenti e professori alla Anglia Ruskin University di Cambridge per ascoltare Cristiano Lucarelli. L’ex bomber di Livorno, Parma e Napoli ha ripercorso i passi piu’ importanti della sua carriera e risposto alle numerose domande degli studenti di psicologia dello sport. Cristiano ha anche visitato i laboratori scientifici dove vengono studiate le prestazioni sportive. - Io ho avuto la passione per il calcio fin da piccolo – ha raccontato Cristiano citando i suoi primi club, dall’Armando Picchi di Livorno passando dal Perugia e dal Cosenza fino ai giorni piu’ recenti. – Purtroppo ho trascurato la scuola. I ragazzi che alleno adesso no. Quando hanno finito di studiare vengono ad allenarsi. Quali valori cerco di insegnare? Prima di tutto voglio che diventino uomini e dopo calciatori -.
Come e’ stata la transizione da giocatore a allenatore? – Buona, senza troppe sofferenze. Potevo continuare anche un altro anno, ma ho preferito iniziare subito la carriera di allenatore. Perche’? Be’, perche’ i giovani di oggi corrono troppo piu’ forte di me… - Cristiano ha avuto belle parole anche per i tutti suoi allenatori, in particolare per Walter Mazzarri – Sono stato molto fortunato perche’ ho sempre avuto allenatori bravi. Mazzarri e’ sicuramente uno dei migliori, se non il migliore in assoluto. Mi ha allenato a Livorno nell’anno della promozione e poi a Napoli. Da lui ho imparato molto sotto l’aspetto tattico e sulla gestione psicologica della squadra. – Perche’ partire con una squadra under 17? - Tutti mi hanno consigliato di iniziare la carriera allenando una squadra di giovani. E’ molto piu’ semplice lavorare con gli adulti, perche’ hanno gia’ un’impostazione professionistica. Ai giovani gliela devo dare io. E non e’ facile. Cerco di trasmettere valori come la lealta’, essere sempre se’ stessi e consapevoli dei propri mezzi, ma anche dei propri limiti. –
Allenare in Serie A o all’estero? Perche’ no? E’ ovvio che il mio obiettivo e’ quello di allenare una grande squadra. Ci vorra’ l’occasione giusta e tanta fortuna. Non e’ necessario essere stati bravi giocatori per diventare anche bravi allenatori. Si riparte sempre da zero, anche se avere calcato i campi di calcio per cosi tanti anni sicuramente aiuta. Dopo lo scambio di regali (Lucarelli ha donato la sua ultima maglia indossata a Napoli), e le foto di rito, una promessa – Tornero' a raccontarvi la mia esperienza quando avro’ la fortuna di sedere su una panchina importante. |
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